Per anni, guardando il Giappone, ci si è aspettati sempre la stessa cosa: tecnica, ritmo, palleggio corto, pressing feroce, giocatori leggeri e rapidissimi capaci di scappare tra le linee. Tutto vero, ma non basta più. La novità è che adesso il Giappone vince anche dove, secondo il luogo comune, avrebbe dovuto soffrire: in cielo.